“Paura di amare ancora”

L’altro ieri sera pensavo all’ultima volta che ho fatto l’amore, non scopato o fatto sesso o roba, e non me lo ricordavo. Poi ci ho riflettuto per un pò e mi sono reso conto che andavo a cercare troppo indietro, che andavo a cercarlo dove volevo trovarlo ma in realtà avrei dovuto guardare un pò prima. Alla fine l’ho trovato quel ricordo dentro il cassetto della memoria e sono stato a guardarlo per un pò. Per un bel pò. Mi spaventava. Sono stato colto dall’ansia di non sapere più fare l’amore, non l’ansia di saper scopare o fare sesso o roba, quello è provato che me lo ricordo, così mi sono addormentato con l’ansia. Ieri sera pensavo se sono ancora sono capace di voler bene alle persone, amici, parenti o altro. La risposta è SI, so ancora voler bene ma qualcosa è cambiato, è come quando si chiude una tenda ma non la persiana, il sole fuori continua a splendere ma entra nella stanza filtrato, meno forte, anche se fuori non è cambiato. Allora valutavo come sono cambiati i miei rapporti con chi c’era già, come sono diventati quelli con chi c’è da poco e come stò impostando quelli con le persone che stanno comparendo ultimamente. Gli antichi e i parenti hanno imparato i miei alti e bassi e vi si adeguano inconsapevolemente senza indagare sulle motivazioni, se esistano o no, prendeno la cosa come un ciclo lunare o un mestruo femminile: è così da che mondo è mondo e non si può fare niente, menchemai capirlo; certo, quando devono esserci non mancano mai e quando c’è da prendere prendono a piene mani, nel mio essere incerto trovano e danno certezza. Vallo a capire! I recenti non hanno imparato i miei alti e bassi, hanno visto l’alto e sono piuttosto preoccupati dalla flessione (o picchiata, punti di vista) inconsapevoli della ciclicità della cosa; qualcuno sale qualcuno scende e nessuno paga il biglietto… per ora arrivano tutti a destinazione ma prima o poi i fondi finiranno e qualcuno dovrà cacciare i soldi per mettere il carburante, sennò si scende tutti e si và a piedi che l’arancione s’è fermato e là rimarrà. I nuovi che vedono? Booo! Non lo capisco io chi sono in questo momento, come fanno a capirlo gli altri? Nel mio mostrarmi “lattina” per essere più easy forse ho perso il controllo e mi sono assuefatto alla situazione, non ci riesco se non a disagio e la gente se ne accorge. Ho sostituito un sorriso alla faccia brutta, mi faccio la barba e rispondo con risposte che non tronchino le conversazioni, alle volte addirittura domando cose inutili. Vorrei essere un libro aperto e invece sono un enorme punto interrogativo, quando trovo qualcuno in grado di leggere forse mi spavento e cambio i caratteri in cui sono scritto. Cerco di far finta che il mio sento senso sia momentaneamente tarato male e di non seguirlo, in finale mi trovo sempre a dovergli dare ragione e a lamentarmi di non averlo seguito. Provo ad andare avanti come se fossi cieco e non riuscissi a capire dove portano le strade… Provo ma non riesco. E poi, più domando quale sia il sistema per sopportare l’ignavia e più trovo e più mi sento dire che la risposta è “nessuno ha detto che devi conviverci”. Lo so! Ma io non voglio stare dentro la grotta con la mia palla al piede! Io voglio volare! Possibilmente in compagnia. Che io debba mettere la gente in aria senza che questa se ne renda conto? Dovrei contagiarli con la speranza senza far capire loro che cosa stia succedendo? Lezioni di volo inconsapevolmente ricevute. Eh… forse devo fare così. Quasi quasi mò ci provo.”Il vero amore è eccezionale, due o tre volte in un secolo all’incirca. Per il resto, vanità o noia.” – Albert Camus
“Tutto è in un movimento continuo sopra la Terra. Niente conserva una forma costante, e fissa, e le nostre affezioni, che si attaccano alle cose esterne, passano e cangiano necessariamente come quelle.” – Domenico Cirillo
“L’affetto sodo rimane sempre affetto, appunto perché non è passione.” – Proverbio Italiano

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Un pensiero su ““Paura di amare ancora”

  1. La mia casa e la mia stradaMi dice la mia casa: “Non abbandonarmi, il tuo passato è qui…” Mi dice la mia strada: “Vieni, seguimi, sono il tuo futuro.” E io dico alla mia casa e alla mia strada: “Non ho passato, non ho futuro. Se resto qui, c’è un andare nel mio restare; Se vado là, c’è un restare nel mio andare. Solo l’amore e la morte cambiano ogni cosa.”

"La felicità è vera solo se condivisa."

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