Spazzatura

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E Poi? Poi succede che ti svegli, che cadi dal letto e aprendo gli occhi non c’è che la cruda realtà. I sogni sono finiti e il tanfo di quello che hai intorno ti aggredisce senza lasciarti possibilità di fuga. Ti accorgi che intorno c’è la spazzatura e che è lì perchè tu non ti sei messo più a fare le pulizie da tempo, vorresti cominciare ma questo tanfo ormai ce l’hai nel naso, lo senti anche quando non respiri. E allora ti fermi, prendi un’ultima enorme boccata fedita e continui a convivere con quel disgusto fintanto che non l’accetti e quando ormai i tuoi nervi hanno accettato lo schifo finalmente ti alzi e trovi la forza di cominciare a ripulire. All’inizio prendi le cose con cura e cautela, magari differenziando, ma dopo poco ti rendi conto che la spazzatura sempre spazzatura sarà e allora perchè dividerla? Tanto meglio prenderla di peso e buttarla via tutta quanta. Quando tutta la spazzatura però è stata buttata quel cazzo di odore fetido che c’è nel tuo naso e nella tua casa non ti fà vivere, non puoi mangiare, non puoi parlare, non puoi fare nulla senza che l’olezzo si permei nei meandri dei tuoi sensi. Allora ti accorgi che hai chiuso la finestra da troppo tempo, che hai permesso alla spazzatura di prendere il sopravvento e di avvelenare tutto quello che c’era all’interno. Non hai scelta: devi riaprire la finestra, devi farlo subito. Via l’area avvelenata e dentro quella pura, nuova. Via tutto, senza mezze misure, irreversibile.

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