Pasqua solitaria

Premessa fondamentale: sto leggendo la nausea di Sartre.

è strano. La pasqua e, di più, la pasquetta hanno sempre segnato lo spartiacque tra l’inverno e l’estate, erano davvero come una sorta di resurrezione, come l’inizio di una nuova stagione, la rinascita della spensieratezza e dell’allegria. Quest’anno mi sono ritrovato, volente o nolente, ad essere rinchiuso a casa bloccato dalle mie tonsille camuffe che ad ogni alito di vento inaspettato si infiammano e mi fanno venire strane febbri che mi annichiliscono il fisico. Ma, anche se fossi stato bene, non so quanto avrei avuto voglia di festeggiare. O meglio, non so quanto avrei avuto voglia di fare sempre le stesse cose, andare nello stesso posto, fare la stessa mangiata, con le stesse persone, con i soliti locali come se fosse ormai una routine. Forse è un bene questa febbre, ha risparmiato al mio fegato tutto l’alcool necessario a sopravvivere all’ennesima situazione di noia, di nausea oppure di disagio. E con questo non rinnego assolutamente le cose fatte in passato, dico semplicemente che è cambiato il tempo, che vorrei altre cose. Quando scrivo cose mi faccio tana da solo perchè dimostro di non sapere assolutamente quello che avrei voluto usare al posto di quel termine. è la storia che si ripete da parecchio tempo e che stà diventando monotona: è come se vivessi in una scatola. Ho molti amici, di tutti i generi e godibilissimi, ma in nessuno riesco a trovare, al momento, qualcuno che abbia tempo/voglia di affiancare i miei slanci. Non mi mancano le donne, ma la maggior parte le allontano o non le faccio proprio avvicinare per freni strani che talvolta mi fanno incazzare e talvolta mi fanno ridere (non si può pretendere di passare la notte con qualcuna ponendole come condizione “però domani non devi chiamarmi”). Ho una famiglia bellissima, ma formata da componenti stanchi o pigri.
La soluzione? Ricominciare da me (o da 3 come er poro Troisi). E ricominciare da me implicherà prendere il coraggio a 4 mani e andare nel primo posto che capita, inderogabilmente da solo, e cambiare, se non la maschera, l’atteggiamento. Non è la prima volta che lo dico ma ormai tutti i motivi che mi tenevano legato perennemente al mio posto hanno preso una loro strada e ogni volta che ci ho provato seriamente (richiesta firmata e controfirmata per l’Erasmus in Francia parlandone solo con un paio di persone, poi fatta cadere) ci si è messo il destino a fermarmi facendomi trovare uno sport, una persona, delle tonsille di merda, che mi hanno fatto fermare. Oggi è come l’ultima chiamata del capotreno, ormai la mia vita da studente non è più prorogabile e la svolta alla vita lavorativa sempre più vicina, poi non ci sarà più tempo per fare follie. E allora? Allora bando alle ciance, basta starsene a guardare la vita che se ne và aspettando che il destino mi metta sotto il naso un altro brillante per farmi fare la gazza ladra, come ha sempre fatto e come io sono sempre stato bravo a fare. Prendo la cazzuola e cementifico, decido io: la prossima settimana mi muovo per togliere queste cazzo di tonsille, faccio un primo maggio di passione per recupare anche pasquetta, poi mi chiudo un mese e nei primi 15 giorni di Giugno do i miei 4 esami mancanti, poi mi coloro la faccia con la bandiera scozzese e al grido di “LIBERTA’ LIBERTA'” me ne andrò in giro in macchina per posti che non so. Tanto la mia macchina va ad aria ed è abbastanza capiente per dormirci dentro. Lo giuro.

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