Lapsutinna

Le notti in cui mi ritrovo, solo, a rimpiangere tutto l’amore buttato via hanno un sapore dolce-amaro, sono un qualcosa di indecifrabile. Dire rimpiangere è improprio perchè mi mancano ma non è che li vorrei per come erano, vorrei che ci fosse ancora ma fosse diversi e quindi, in quanto tale, non vorrei davvero che sia quello che è stato ma qualcosaltro. è un concetto complicato, neanche troppo se solo riuscissi ad esprime quali siano stati i problemi che mi hanno allontanato sempre da chiunque. Perchè c’è da dire che tirando le somme i problemi non possono essere stati sempre negli altri ma, per forza di cose, qualcosa deve cadere in capo a me che sono una persona estremamente complicata e soggetta a slanci tanto improvvisi quanto forti e a speculari battute d’arresto di ogni sentimento. Il problema è che non mi sono mai messo il cappellino a barchetta da muratore con la cazzuola in mano per costruire un rapporto amoroso, mi sono sempre posto con il piglio del temporale estivo, quello che compare quando meno te lo aspetti e che vedendolo anzichè vestirti e salire di corsa, preso dalla totale irrazionalità, ti butti in acqua sfidando il destino pensando”fulminami, non me ne potrebbe fregare di meno in questo momento!”. Il problema è che vivo in un mondo intorno in cui la naturalezza non è più un valore encomiabile ma un qualcosa da cui guardarsi bene. Ad esempio: perchè la maggior parte delle persone non palesa un proprio sentimento ma dà a vedere l’esatto opposto? Perchè si ha paura della reazione dell’altro? Da questo, poi, si scatenano tutta una serie di conseguenze a cascata che alterano la percezione delle persone nelle persone. Non sarebbe bellissimo poter dire in ogni momento quello che si dice e quello che si sente così per come esattamente è? Non sarebbe bellissimo poter vivere la comunione dei propri sentimenti più intimi senza dover pensare a cosa sia corretto o sbagliato, a come l’altro interpreterà i nostri gesti, a quello che dalle nostre azioni inevitabilmente deriverà? Perchè non si può dire a qualcuno “amiamoci stasera e domani vedremo?”. Sarebbe tutto molto più semplice, sarebbe tutto molto più bello. Saremmo noi stessi. Tutti tendono sempre a complicare la propria esistenza e a chiudere le proprie emozioni dentro mura di cinta altissime. E il problema è sempre lo stesso: la paura. Tutti hanno paura, sempre. Paura di non riuscire ad ottenere. Paura di perdere. Paura di non essere all’altezza. Paura di essere delusi. Paura che ciò che si troverà non sarà all’altezza dele aspettative.. E a cosa porta tutta questa Paura? All’immobilità, al silenzio, alla tristezza. Allora, visto che io non ho paura, nel mio piccolo la soluzione sarà ricominciare a farmi furbo, a togliere il freno a mano al cervello e ricominciare a dire quello che sento fino in fondo senza fermarmi, a parlare e non essere capito, a dare e non essere ricevuto, ad amare bene e ad essere amato male. Basta stare ad aspettare che la natura delle cose mi si manifesti mentre medito sotto il grande albero, è l’ora di rimettersi A La Recherche.

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