Un tranquillo Venerdì di paura

Ieri sera sono andato a ballare. Bella serata, divertente, ho bevuto senza esagerare e me la sono goduta potendomela, dopo tanto tempo che non succedeva, anche ricordare. Alla fine della serata, quando la musica finisce e la gente se ne torna a casa, esco fuori e mi appoggio ad una macchina in attesa che le amiche che dovevo portare a casa finissero di fare pipì. Mi si avvicina una ragazza carinissima, piccolina, bionda con gli occhi azzurri, un taglio di capelli corto, particolare, bei denti, belle mani.
-“Scusami..”
-“Dimmi” un po’ sorpreso
-“Non so come tornare a casa”
-“Se vuoi ti porto io”
-“Davvero?”
-“Si, che problema c’è?!”
-“Però sto con un mio amico, è un problema?”
-“Oddio, io sono con due amiche. Ci stringeremo un po’.”
-“Grazie! Sei molto gentile.”
-“Figurati. Come ti chiami?”
-“Mattia.”
-“Ciao Mattia, io sono Alessandra.” stringendole la mano.
-“Dai, come ti chiami!”
-“Alessandra… Se tu ti chiami Mattia non vedo perchè io non possa essere Alessandra.”
-“No, ti giuro! Mi chiamo Mattia davvero, devo farti vedere la carta d’identità?”
-“No, la cosa è piuttosto divertente così. Allora io mi chiamo Giorgio.” sembravo confuso.
-“Ti giuro che non sono un uomo.”
-“Speriamo!”

E così ci siamo messi a chiacchierare, poi, quando sono arrivate le altre, si è presentata proprio come Mattia. E dopo averla portata a casa ci ha anche salutato come Mattia. Ho passato il resto della serata sorridendo pensando all’idea di aver portato a casa Mattia, bionda con gli occhi azzurri.
Riportando le altre amiche ci fermiamo a fare colazione sotto casa. Entrano due ragazzi, si siedono ad un tavolino a fianco. Sembrava stessero smaltendo una sbornia, parlavano in modo strano. Dopo un po’ che ci guardavano la ragazza che stava con me gli rivolge la parola. Li sento parlare per un pochetto e mi rendo conto di avere davanti due froci persi, la conversazione prende non so quale assurda spirale e diventa un alterco tra la mia amica e, credo, l’uomo-donna della coppia che comincia ad accanirsi. La cosa si dilunga, pago ed esco. Aspetto un pochino fuori e dopo, tipo, 5 minuti escono tra le risa, in allegria. L’uomo donna mi guarda “Qualcuno quì sta facendo pesanti apprezzamenti su di te!”
Al chè ho pensato “dev’essere stata la mia amica, per forza”. Questa coppia ci accompagna fin sotto casa e la mia amica fa a quello che avevo pensato fosse il maschio della coppia
-“Guarda che se ti presenti mica ti mangia!”
perplesso, vedo questo avvicinarsi in preda all’imbarazzo. Per educazione, faccio un passo verso di lui e mi presento. Con la spocchia del Dottore e l’abitudine di dire nome e cognome quando mi presento. Che errore! Questi ci salutano, saluto le mie amiche. Torno a casa e finalmente mi metto a dormire. Appoggiato sul letto, in attesa di prendere sonno apro Facebook per vedere se il Pecora avesse dato segni di vita. Trovo una richiesta d’amicizia. Apro: il frocione. Rifiuta. “Non conosci C*******?” No! “C******* non potrà più mandarti richieste d’amicizia.” Benissimo.

Insomma, in un tranquillo Venerdì di Gennaio mi sono ritrovato nella situazione surreale di incontrare donne carine con nomi di uomini e uomini brutti con attitudini di donna. C’è qualcosa che non torna! Come direbbe qualcuno IO BOH!

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