Lo strano passatempo di rendere complicate cose semplici

Più mi guardo intorno, più sento quello che mi viene detto, più vivo quello che la vita mi pone di fronte e, sempre più, mi rendo conto che essere felici si può. Essere felici è piuttosto semplice, è una cosa piuttosto fattibile se solamente ci si sforza un pochino di esserlo, se solamente qualche volta si ascolta il lato più intimo di noi stessi, se solamente si decide di fare qualche sacrificio, qualche sforzo, se semplicemente ci si mette in gioco, se si ascolta il cuore e gli si permette di comunicare col cervello. Vedo persone intorno a me allontanarsi da ciò che le rende felici per poter avere il giusto tempo di sistemare e di curare… le cose che le rendono infelici. C’è qualcosa di perverso! è come avere la medicina per curare il proprio male sul comodino e continuare ad andare in giro a fare visite chiedendo a tutti i dottori del mondo: “Qual è il mio male?”. Quello che è davvero complicato non è mandare giù la medicina ma trovare quella giusta. E allora perchè quando tanti incontrano quella persona che le fa stare bene, trovano quella occupazione che da loro gioia, fanno quel gesto che le rende vive, stanno con le persone che hanno causato loro infelicità, continuano a fare lo stesso lavoro opprimente, oppure si limitano nell’essere se stessi? Cosa spinge una persona a limitarsi, e limitandosi, a non essere felice? Forse la paura. Magari la paura di finire in un punto più basso di quello in cui si è. Ma io mi chiedo: se il punto dove si è adesso non è soddisfacente e se ne intravede uno migliore, tantovale andare più in basso. Male per male cosa cambia? No, non può essere semplicemente paura. Ci dev’essere qualcosa di più subdolo. Forse il problema è che tutti continuano a flagellarsi, a fustigarsi, a portare la palla di una infelicità che per qualche motivo è stata loro imposta. Forse certa gente non accetta che veniamo al mondo per essere felici e che l’unica occupazione degna di merito nel corsa della nostra esistenza è cercare di conquistare quella felicità.
Non pretendo di capire tutto e tutti gli altri, non pretendo che tutti siano razionali come me, ma è più forte di me e sempre lo sarà: se vedo una persona che si sta facendo del male impazzisco se non la faccio smettere. E quà la questione è ben più grossa perchè non si tratta di non farsi del male, si tratta del farsi del male ed nel frattempo evitare di essere felici. Non ce la faccio! Diventerò matto se non tolgo lo sguardo.
Essere felici è semplice, basta camminare verso la felicità. Quantomeno non andare nel senso opposto.

Dio mi fulmini per aver messo Tiziano Ferro nel blog, però ci prendeva proprio.

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"La felicità è vera solo se condivisa."

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