Il gran rifiuto

Un paio di settimane fa ho conosciuto una ragazza molto carina, simpatica, appassionata di cucina. Ci siamo aggiunti a Facebook, di lì a Whatsapp e dopo qualche giorno ci siamo organizzati per andarci a prendere una birra. Prima di andarla a prendere mi avvisa “sono fidanzata”, le rispondo “se esci con me avrai i tuoi motivi”. Storie già sentite. Così andiamo a prendere questa birra e passiamo la serata piacevolmente fino a quando non le squilla il telefono e sbrigativamente liquida il fidanzato dall’altra parte della cornetta, “scusa, devo tornare a casa di corsa”, mi dice. L’accompagno alla fermata del tram e me ne torno a casa poco convinto. Aria di crisi o libertinaggio spinto? Poco importa. Mi ricontatta giorni dopo, “quando mi inviti a cena?” e così la invito nel giro di un paio di giorni. Vado a prenderla a casa, la porto a cena a casa mia, ceniamo e facendolo investigo un po’ sulla situazione per capire in cosa mi stessi infilando. Scopro che è super-fidanzata, che con questo ragazzo ci convive e che, in realtà, non ci stà neanche così male. “Vabbeh, questa vole scopa’!” penso nella mia testa neanche troppo dispiaciuto. Le dico “Se stanno così le cose ragiona se non sia il caso di voler rimanere quì o tornare a casa” per amore della chiarezza, vado al bagno, esco dal bagno e la trovo con il cappotto. La riporto a casa abbastanza scazzato pensando che non avrei dovuto rivederla, che non era molto sensato, che forse non l’avrei dovuta vedere proprio mai. Mi contatta ieri notte “posso venire a dormire da te?”, ci penso un po’ e mi dico “tu non stai facendo nulla di male, è lei che se la cerca” e le rispondo che va bene. Oggi ci sentiamo per organizzarci e rimaniamo con un appuntamento dai contorni scarsamente definiti, dopo cena. Prima di cena, però, mi sale un magone impensabile e tutta una serie di domande… e di antichi ricordi. Mi sono ricordato come ci si sente a mettere le corna. Mi sono ricordato come ci si sente ad avere le corna. Mi sono chiesto se valesse la pena andare con una puttana senza pagare, così a sangue freddo, e che senso avrebbe avuto nella mia vita. Mi sono risposto che sarebbe stata solo una catena del male, perchè quando fai del male il male ritorna e quando fai del bene il bene ritorna. Lo so, l’ho provato sulla mia pelle e caro mi è costato rimettere in paro i conti con il Karma. Non è questo che voglio, non è questa l’altra metà della mela. Non è il sesso per il sesso, non è il valore di una svuotata di palle, sono i sorrisi dopo l’amore, sono i ricordi dei corpi che si fondono, sono i gesti di piacere con cui si dà piacere all’altro che voglio e che cerco. Sono cose che avevo trovato e di cui, non solo non posso fare a meno, non riesco a capacitarmi che non siano più quì. Allora le ho scritto “Non me la sento, io in questa cosa non voglio entrarci e non sarei me stesso”. Mi sarò infrocito? Sarà che faccio gli esercizi con l’occhio sinistro per sbloccare l’emisfero destro-femminile del cervello? O invece sarà il sinistro-maschile che mi ha ricordato che un Uomo la smette con ‘ste cazzate e si cerca La Donna?

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Un pensiero su “Il gran rifiuto

  1. Forse … Più che la DOnna si cerca di dare spazio a se stessi… Valorizzando semplicemente ciò che si vuole. Il tradimento e’prima di tutto una mancanza di rispetto verso se stessi … Ma moralismi a parte , in quel momento vuoi o non vuoi stai solo soddisfacendo il bisogno di un altra persona… Nulla di più.

"La felicità è vera solo se condivisa."

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